Per essere autorevoli non serve essere arroganti.

Spunti di buon management normale da una persona normale (che poi sarebbe più che sufficiente)

INTRO: Molti iscritti a questa newsletter di fede milanista in questi giorni: “Da quando prendi spunto dall’Inter sono molto più contento!”. Effettivamente in passato mi ero spesso espresso utilizzando Maldini, Gazidis e compagnia, ma l’ultima settimana è stata inevitabilmente targata Inter con addirittura tre appuntamenti qui su Jobbermag. Ai lettori che mi hanno scritto sollevati ho detto però di non star tranquilli che sarebbe tornato anche il Milan prima o poi! A dire il vero l’ho così tanto per, però poi ho letto una bella intervista della Gazzetta dello Sport a Stefano Pioli. Benché come allenatore non rientri nella mia top list, ho trovato all’interno alcuni spunti davvero interessanti per come secondo me deve, o può, essere interpretato il ruolo di Capo o Team Leader in Azienda.

Ve li ripropongo qui senza troppe sfumature.


Nel calcio troppo spesso si confondono l’educazione e il rispetto con la mancanza di carattere e di carisma. 

Togli la parola “calcio” e riconosci un atteggiamento tipico del mondo aziendale (come rilevato in parte anche in Ma non sarebbe il tuo lavoro quello? pezzo ispirato alla querelle Conte-Billò uscito su queste pagine settimana scorsa).

In azienda in realtà, poiché i valori escono in maniera molto più sfumata che nello sport, succede una cosa leggermente più fastidiosa: se ti dimostri educato, vieni aggredito da chi cerca di mascherare la propria incompetenza. Manager scarsi scambiano l’aggressività per autorevolezza. Anche in Jobber c’erano sprazzi sul tema:


Ci sono momenti in cui vanno ‘accarezzati’. Non li rimprovero mai per un errore tecnico, ma se non si mettono a disposizione del compagno. E non sarò mai uno che dice: “Palla di qua, palla di là”. Non mi piacciono gli schemi. Suggerisco dei principi di gioco, ma in campo devono essere i calciatori capaci di 'leggere' le situazioni e muoversi di conseguenza.

Mi piace quando dice che da Capo suggerisce, ma poi ognuno deve fare il lavoro per cui è chiamato. E normalmente non è bene se un Capo sa fare il lavoro specialistico meglio dei suoi specialisti. Di solito questo principio lo capiscono abbastanza tutti. Tranne il Capo.

In ogni caso in questa riflessione di Pioli ci trovo interessanti punti, sicuramente da approfondire, sulla gestione del team e forse, anche, una piccola stoccata ad Antonio Conte, famoso per teleguidare i suoi urlando per 90 minuti come se avesse in mano un joypad. Sempre in Jobber:

È capitato anche a te?


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Copertina Jobbermag #16 | Vol.1 | Dicembre 2020