Per avere successo nel tuo lavoro forse quello che ti serve ce l'hai ma non lo usi. È il tempo.

Ringraziando un inaspettato Ernia.

Nella settimana in cui è uscito Fastlife vol.4 di Gue’ Pequeno (non è qui il luogo per ricordare come Gue’ sia il capo indiscusso del rap italiano e Fastlife vol.4 candidato ad AOTY, Album of The Year, ma se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere la recensione del disco di Valeria Balestrieri su Rebelmag oppure il bel profilo scritto da Riccardo “little spring” Primavera su Outpump), dicevamo, nella settimana in cui è uscito Fastlife vol.4 di Gue’ Pequeno mi è capitato di imbattermi in un interessante monologo, proprio sul tempo, di un altro rapper molto in voga al momento, Ernia, nella prestigiosa cornice del TedX nella sede dell’Università Cattolica di Milano, eccolo:

Quanto è importante il tempo per avere successo nel mondo del lavoro? Per avere successo col proprio prodotto o col proprio personaggio? Meglio tutto e subito oppure una strategia di lungo periodo? E il tempo devo tenerlo per me per fare meglio quello che sto facendo o devo cederlo al mercato per dargli modo di capire quello che sto facendo?

Poco sopra, riferito a Ernia, ho scritto “molto in voga al momento”. Perché sappiamo bene come oggi, nel vorace mondo musicale ma non solo, tutto si bruci molto rapidamente. Escono dischi tutte le settimane, nuovi nomi, nuovi idoli, perché mai un artista dovrebbe rimanere impresso nelle orecchie e nei cuori del pubblico?

Per molti la risposta è la bulimia. Continuare a pubblicare musica per provare a rimanere nella testa della gente. Quasi violentandola. Oggi è così facile produrre, distribuire e pubblicare musica che chiunque, anche a poco prezzo, può riempire le librerie e le timeline.

I giovani, i molto giovani, soprattutto, pensano che questa sia la risposta da dare. Ma non Ernia. Che è giovane, è un ‘93, ma non un giovanissimo. Ma che soprattutto, diversamente da molti suoi coetanei, ha un idea in testa. E una testa. Me n’ero già accorto quando lo andai a ripescare sul finire del 2016 dopo il suo auto esilio londinese per un’intervista davvero molto interessante. All’epoca il futuro del rapper di QT8 era molto incerto, ma lui lo sapeva bene e si muoveva di conseguenza. Del resto, in questo mondo vorace che tutto brucia in un attimo, la carriera di Ernia era già bruciata un paio di volte.

Oggi Ernia è uno dei rapper di punta della nuova generazione, santificato dall’ultimo disco Gemelli contenente la hit Superclassico. Ma quello che ci tiene a far sapere nel suo intervento al TedX è che la sua fortuna è stata il tempo.

Ha capito che è il tempo che da valore alle cose. Bisogna dare il giusto tempo per pensarle, crearle e produrle. E il giusto tempo perché si sviluppino, perché il pubblico, o il mercato, le possa assorbire e le possa capire. Così da poter dare il giusto valore, al lavoro e al prodotto, e che questo possa conservarsi o, perché no, accrescere nel tempo.

Come è stato anche per Gue’ Pequeno e la saga di Fastlife. Che a quasi dieci anni dal vol.3 è ancora il più atteso e sulla bocca di tutti.


PROMO SPOILER: Troveremo Ernia e Gue’, oltre a tanti altri, nel mio prossimo libro in uscita (sto aspettando la copertina e ci siamo!) dal titolo ancora segreto ma dal sottotitolo “Storia di rap, di rapper, d’Italia”. Ovviamente scritto a modo mio. Se vuoi rimanere aggiornato sul tema segui il mio canale Instagram dove pubblicherò delle anteprime oppure la mia pagina autore su Amazon in cui molto probabilmente ci saranno delle promozioni.

PS: Esce nel 2021, l’ho scritto nel 2020, ma l’ho pensato nel 2015, direi che in quanto a tempo, per restare in tema con l’articolo di oggi, gliene ho concesso abbastanza :-)


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Copertina Jobbermag #12 | Vol.2 | Aprile 2021