Lo strano triangolo tra il datore di lavoro, te e il tuo Capo.

Spiegato da Eriksen.

DISCLAIMER. “Siamo un Paese di 60 milioni di CT” lo sappiamo. Vorrei tranquillizzare tutti quelli che pensano che questo articolo sia stato scritto per compiacersi barbaramente della propria competenza tecnica calcistica. È esattamente così 😊

In realtà è una situazione banalissima. In Azienda devi guardarti dal tuo Capo e i tuoi colleghi. È un paradosso lo so ed è la cosa che più mi ha colpito durante la mia prima esperienza in Azienda. Ne ho fatto anche un capitolo di Jobber che si chiama “Scrivi tutto”:

Scrivi tutto mi diceva il mio Capo. 

Per rendere il lavoro dell’interlocutore, che poi sarebbe un collega, più facile, comprensibile e veloce? No, per tutelarsi. Ma non stavo scrivendo mica ad Al Quaeda o alla Casa Bianca. 

Praticamente dovevo tutelarmi dalla possibilità che il mio collega mi infamasse o negasse che gli avessi mandato un lavoro o ci fossero delle discussioni a riguardo. Carta canta, diceva il mio Capo. Tutelati dal tuo collega.

Il mio collega. Collega. Ma non siamo sulla stessa barca?

No, non siamo sulla stessa barca. Ho imparato a capire col tempo. Non sei sulla stessa barca né tu coi tuoi colleghi, né tu col tuo Capo, né il tuo Capo col suo Capo. E via, a matrioska.

In questi giorni si fa un gran parlare della questione Inter-Eriksen. Che poi in realtà sarebbe la questione Conte-Eriksen. O Conte-Marotta. Ma se mentre fino a poco fa si è discusso soprattutto il perché l’allenatore non facesse giocare un calciatore così forte e costoso, comunque legittimo all’interno della libertà di scelta del Mister, adesso si consumano fiumi di inchiostro sul perché l’allenatore stia umiliando in tale misura una sua risorsa, accanendosi contro l’uomo Eriksen, piuttosto che il calciatore Eriksen, regalandogli pochi scampoli di partita a risultato già ampiamente deciso. Sistematicamente.

Chi lavora in Azienda riconosce perfettamente questo atteggiamento. Un Capo che difende la sua posizione, di nervi. Convinto di avere ragione e se non ce l’ha, prova a muovere le pedine in quella direzione. Alla peggio poi, se la nave affonda, se ne va. Conte è un ottimo allenatore, ma è chiaro che in questo atteggiamento ci sia dietro altro. Qualcosa contro il suo datore di lavoro. Altrimenti perché deprezzare un asset societario (sparatemi la prossima volta che uso questi termini)? Eriksen non l’ha voluto lui. Ma questo è sufficiente per fare la guerra al ragazzo? O, ancora, usarlo per fare la guerra alla Società? E in Azienda è uguale. Il Capo che ti ostacola, che non ti permette di rendere al massimo, che ti sottostima di default, che ti da compiti di poco valore. Che ti chiede di dare di più, senza dirti cosa di più. Solo per sventolarti in faccia poi un grosso hai visto, non ce la fai.

Che Eriksen non fosse l’acquisto giusto per questa Inter era chiaro a chiunque segua un po’ il calcio, dai sei anni in su.

[Segue momento “Siamo un Paese di 60 milioni di CT” 👇]

Questo messaggio del Gennaio 2020, in piena trattativa, non è tra Fabio Capello e Ariedo Braida o qualche esperto della TV, ma semplicemente tra me e il mio Avvocato che vive in Belgio e con cui ho condiviso grandi momenti di spogliatoio, perché tanto il calcio è uguale in ogni categoria e in ogni Paese. Ed entrambi non discutiamo il valore del giocatore, ma il suo acquisto.

[Fine momento “Siamo un Paese di 60 milioni di CT” 👆]

Questo è stato sicuramente anche il pensiero di Antonio Conte che però da Capo, da Team Leader, avrebbe dovuto comunque difendere la scelta della Società e proteggere l’investimento. Se la Dirigenza sbaglia, pagherà. [Ah no vero, la Dirigenza non paga mai. (Ma di questo parleremo un’altra volta)].

Caso vuole però che poi arrivi un momento di emergenza, importante momento di importante emergenza. E allora chi torna buono? Chi viene chiamato a salvare la baracca? A chi si mette in mano il futuro di mesi di lavoro?

Oggi, dopo che persino il magazziniere si è reso indisponibile a fare l’interno di centrocampo, pare che dal primo minuto sia chiamato a giocare proprio Christian Eriksen.

Così se le cose andranno bene il suo Capo potrà dire “Hai visto?”

E se le cose andranno male il suo Capo potrà dire “Hai visto?”


NOTE IN CHIUSURA: avevo scritto questo articolo settimana scorsa, ma i fatti di oggi rendono la situazione ancora più interessante e curiosa da raccontare.

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Copertina Jobbermag #13 | Vol.1 | Dicembre 2020